Recensione Pocophone F1, il Master of Speed a basso costo

Quando lessi (non il cane ndr) la notizia che Xiaomi avrebbe messo il suo marchio su un prodotto chiamato “Pocophone” non nascondo che non riuscii a trattenere una piccola risata. Sapevo fin da subito che il nome avrebbe dato un alone negativo e tratto in inganno la maggior parte degli utenti “dell’internet”. Ma superato questo ostacolo del nome, vedrete che i vostri pregiudizi verranno del tutto cancellati. Ecco la nostra recensione del Poco F1, il “Master of Speed”.

CONFEZIONE E DOTAZIONE

Come di consueto sui prodotti Xiaomi, la confezione del Pocophone F1 presenta con un ottimo design di un colore giallo/nero, tratto distintivo del device. Dentro è presente il caricabatterie quickcharge con cavetto di Type-C (purtroppo la USB è semplicemente una 2.0), una custodia in silicone e la classica nonché ormai standard spilletta apri carrello nano sim/microsd. Come da buona tradizione cinese, per questi modelli dichiarati “low cost” mancano le cuffie. Mini libricino con info utili (english e 中国) sul primo avvio del telefono, sull’inserimento della nano sim e micro sd e su quanto avete fatto bene a prendere questo top gamma ad un prezzo cosi basso!

DESIGN

 

Devo ammettere che la scelta di dotare il device di una scocca in policarbonato potrebbe far storcere il naso ai puristi del vetro/alluminio; cosa errata. La giustificazione ufficiale, che in parte condivido, è data dal fatto che oramai l’uso smodato di cover e bumper fanno si che il retro dello smartphone sia sempre coperto e non si apprezzi a pieno la bellezza del telefono stesso. Secondo me, oltre a questa “giustificazione ufficiale”, la scelta è stata dettata dal tener basso il prezzo del Pocophone F1.

Le colorazioni sono gradevoli, nel mio caso blu ardesia nel taglio 128 GB+6GB di RAM. Al tatto non si nota tutta questa differenza, la sensazione di presa è ottima e comunque nella confezione è presente una onesta cover trasparente, giusto per coprire da polvere e graffi il retroscocca. Le dimensioni riportano 155.5 x 75.2 x 8.8 mm per circa 180 grammi (al netto di sim e microsd per essere pignoli), una dimensione che fino a qualche anno fa sarebbe passata sotto la nomea di “phablet”. Come in altri prodotti Xiaomi, troviamo il bilanciere del volume posizionato a destra sopra il tasto di accensione, slot per MicroSD e nanoSIM sulla sinistra, presa USB Type-C sulla parte bassa del telefono in posizione centrale accerchiata dal primo microfono posizionato a sinistra e dell’altoparlante posizionato alla sua destra. Nella parte alta sulla destra troviamo l’attacco classico per il jack da 3.5mm, mentre più a sinistra il secondo microfono per l’eliminazione dei disturbi ambientali. E’ presente anche un piccolo led nella parte bassa nella semplice colorazione bianca. Nella parte posteriore in alto al centro sono posizionate le fotocamere posteriori, appena sopra il sensore di impronte (molto efficiente e preciso nell’utilizzo).

 

DISPLAY&AUDIO

Anche se il mercato sta orientandosi sempre di più sull’utilizzo della tecnologia AMOLED e suoi derivati, il Poco F1 monta un onesto IPS LCD 18.7:9 gorilla glass,con risoluzione FULLHD+ (1080×2246) che su un display da 6.18 pollici danno circa un 403 ppi di risoluzione. Il display occupa la bellezza dell’82.2% della scocca frontale, garantendo un’esperienza quasi a tutto schermo (amico notch tocca a te). La presenza del fantomatico notch lanciato dall’azienda con la mela sul retro si fa sentire (anche se è possibile disabilitarlo tramite software, pena diminuzione dello schermo visibile) ma in compenso  contiene il sensore infrared per l’utilizzo dello sblocco con il volto.

Ottimo il sensore di luminosità che garantisce una piena visibilità dello schermo in qualunque condizione di luce anche se nel corso dei giorni ho notato un leggero sfarfallio durante il passaggio da telefono sbloccato al menù a tendina delle impostazioni. Nota di demerito il fatto di non poter vedere lo schermo in verticale con l’utilizzo di occhiali polarizzati. Ottima la parte audio dove gli speakers stereo fanno il loro dovere e il microfono per la cancellazione del rumore fa si di essere sempre capiti dall’interlocutore (al netto di sapersi esprimere).

 

FOTO&VIDEO

Per quanto riguarda il reparto visivo, questo Pocophone è dotato di una doppia fotocamera posizionata sopra il sensore di impronte. E’ composta da un primo sensore da 12 MP, con apertura focale f/1.9 ed uno secondo da 5MP con apertura focale f/2.0. Scelta diversa invece per quanto riguarda la Selfie camera basata su un’ottica da 20 MP con apertura focale f/2.0. Nel complesso le fotocamere fanno il loro compitino, senza infamia e senza lode. Diciamo che gli sviluppatori non hanno puntato tutto su questo reparto ma si sono semplicemente seduti ad un livello standard. Tuttavia l’HDR automatico fa il suo lavoro per cui è stato concepito ma al calar delle tenebre, cominciano a venir fuori quelle piccole imperfezioni dovute ad una scelta dettata dal mercato. Chiaramente i sostenitori accaniti dei social non noteranno la differenza. La registrazione video vanta un massimo di risoluzione pari a 4K per 30 fps. Di seguito una piccola carellata delle varie foto fatta in situazioni diverse.

 

HARDWARE 

Snapdragon 845 (CPU 4×2.8 GHz Kryo 385 Gold e 4×1.8 GHz Kryo 385 Silver), GPU Adreno 630 e 6 GB di RAM LPDDR4X. Numeri da vero top di gamma, non c’è che dire. Per non farsi mancare nulla, la scelta della memoria interna ricade su due tagli: 64GB o 128GB, memorie entrambe marchiate UFS 2.1. Menzione d’onore va alla versione Kevlar dove si ha un aumento di ram fino ad 8GB e un aumento di memoria interna fino a 256GB. Nel caso in cui come me viviate l’ansia dello spazio libero, potrete comunque aumentare lo storage tramite una piccola microSD, da alloggiare insieme alla scheda nano sim sacrificando cosi il secondo slot. Piano diverso invece per quanto riguarda l’NFC: semplicemente non è stato previsto. Sinceramente, ad oggi, ho avuto telefoni sia con che senza NFC, ed il mio scarso utilizzo di esso si basa su semplici prove fatte con tag dedicati. Una pecca invece è che la porta usb Type-C non supporta l’uscita video.

Cilegina sulla torta è l’heatpipe presente dentro il cuore del telefono: questo piccolo raffreddamento a liquido permetterà al vostro device di non salire mai sopra i 40° e far si che la vostra batteria vi sia per sempre debitrice. Anche stressandolo al massimo vedrete una temperatura costante sia a livello visivo tramite app, che a livello sensoriale tramite la vostra mano.

CONNETTIVITA’&GPS

Per quanto riguarda la connettività, il nostro “Master of Speed” è equipaggiato con un modulo WiFi a/b/g/n/ac dual-band, Bluetooth 5.0 e Radio FM. GPS e qualità di chiamate rientrano negli standard, gli interlocutori mi hanno sempre capito e sono sempre riuscito a tornare a casa (lol). Scherzi a parte, banda 20 presente, supporto LTE e Dual SIM Dual Standby. Navigazione negli standard con presenza di A-GPS, Glonass e BDS. E’ pur sempre un telefono no? NO.

SOFTWARE

MIUI for POCO, ecco la customizzazione pensata da Xiaomi per il Pocophone F1. Basata su Android 8.1, si tratta fondamentalmente della MIUI 9.6 con piccole modifiche estetiche e funzionali. Oltre a tutto quello che concerne il mondo MIUI, con le sue applicazioni e derivati, ritroviamo tutte quelle piccole cose che caratterizzano il nuovo colosso cinese, dal secondo spazio alle applicazioni clonate, dal blocco applicazione alla modalità ad una mano, fino ad arrivare all’utilizzo delle gesture per la navigazione del sistema. Nel mio caso, provenendo già da un device Xiaomi, ho scelto come launcher il POCO Launcher: in questo caso si ha un drawer molto simile ad Android Stock, con pennellate di MIUI. Molto comoda la suddivisione per colore delle varie app, che al primo impatto danno una sensazione di schedatura delle stesse. Tramite questo launcher è anche possibile installare icon pack di terze parti.

Purtroppo, le notifiche sono il tallone di Achille di questo sistema. Attualmente, le notifiche delle varie app non vengono posizionate nella barra in alto ma solamente nel menu a tendina delle impostazioni e notificate con un semplice pallino posto sull’icona dell’app. Xiaomi ha anche garantito il supporto per MIUI 10 con Android 9 Pie per la fine dell’anno. Lo stesso launcher sarà disponibile sullo store per tutti, quindi perchè non  provarlo?

 

APP&PRESTAZIONI

La prima parola che viene dopo una giornata di utilizzo è WOW! Il telefono fa delle prestazioni il suo punto di forza. La velocità con cui ho reinstallato tutte le app è da campionato di formula 1, un Lewis Hamilton cinese, sempre pronto e sempre scattante. Forse la nomea di Master of speed non è poi tanto sbagliata. Nell’utilizzo delle classiche app si ha una sensazione generale di rapidità nell’utilizzo, senza mai riscontrare rallentamenti. Purtroppo attualmente ancora non è disponibile la funziona vocale di Ok Google che, nonostante funzioni in modo normale, non accetta appunto l’attivazione tramite comando vocale. 

BATTERIA&AUTONOMIA

Semplicemente fantastica. Con l’accoppiata batteria 4000mAh e caricabatterie Quickcharge sarà veramente difficile arrivare a fine giornata con un residuo minore del 30%. Con un utilizzo normale si sfiorano le 8 ore di schermo acceso, tempi di ricarica completa sui 45 minuti. Cos’altro vuoi di da uno smartphone? Punto a favore di questo device.

CONCLUSIONI

Master of speed o Flaghship Killer? Cito il device di casa OnePlus perchè molti mettono proprio Pocophone e OnePlus 6 sullo stesso piano. Dalla mia parte posso dire che, non essendo il primo prodotto Xiaomi che mi capita tra le mani, so già la politica aziendale. Mi piace. Mi piace esteticamente dove non sono costretto a cover e derivati, mi piace lo schermo con i suoi colori, mi piace il Poco launcher per la sua semplicità e per quell’effetto “disegno” che da sullo display, mi piace per la velocità che trovo nelle varie app, mi piace perchè anche dopo una giornata con 2 ore di schermo acceso, Telegram, Whatsapp, telefonate, Spotify e giochi guardi lo schermo e vedi 80% di batteria residua. Dulcis in fundo il prezzo: meno di qualunque altro top di gamma. Ok, non avrà la scocca in vetro, non avrà uno schermo AMOLED, si porta dietro un nome che potrebbe far ridere e tutto quello che volete…ma in questo caso si ha un rapporto qualità/prezzo che non vedevo dal fu Re dei telefoni, il Nexus 5.

Flaghship Killer? Certamente, tutto bello e carino ma mi dispiace, mi tengo il mio Master of speed.

Prima di chiudere vorrei ringraziare mia moglie Silvia che ha realizzato alcune foto dell’articolo e Gearbest per averci fornito il terminale in tempi brevissimi.

A presto per altre prove e novità, stay tuned.

9 Total Score

DESIGN
8
HARDWARE
9.5
DISPLAY
7
SOFTWARE
8
FOTOCAMERA
6.5
BATTERIA
9
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