Xiaomi Mi A1 VS Xiaomi Mi 5X: la doppia recensione

Xiaomi Mi A1 è il primo smartphone Android One in una nuova ondata di device pronti a sfruttare il sistema operativo stock di Google. Stiamo parlando di un mid-range con hardware tutt’altro che nuovo ma rodatissimo, tra cui uno dei SoC meglio ottimizzati dell’ultimo anno, ovvero lo Snapdragon 625. Xiaomi Mi A1 è essenzialmente uno Xiaomi Mi 5X ribrandizzato e immesso sul mercato non con la classica interfaccia proprietaria di Xiaomi, la MIUI, ma con appunto il software pensato da Google inizialmente per i mercati emergenti e che ora sta vivendo una seconda giovinezza: Android One. Potevamo esimerci dal provarli entrambi? Ovviamente no, e parzialmente grazie all’aiuto di Gearbest.com che ci ha consentito di testare uno dei due dispositivi siamo pronti a farlo. Eccoli a confronto.

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Nota: alcune sezioni come quelle relative a hardware e fotocamera saranno ovviamente condivise per entrambe i dispositivi, in quanto sono assolutamente identici sia nella dotazione che nel software che gestisce la fotocamera.

HARDWARE

Il corpo di questi dispositivi dovrebbe apparire piuttosto familiare. Chi è avvezzo al mondo Xiaomi noterà diversi punti in comune con altri smartphone prodotti dall’azienda. Ciò nonostante ci troviamo davanti ad un prodotto con un suo carattere e personalità, nonostante il design semplice e minimale. Non a caso Xiaomi Mi A1 e 5X fanno parte proprio della serie “Mi” e non della gamma più economica Redmi. Potremmo parlare di “anello di congiunzione” tra questi due mondi. Anche chi spende poco tiene all’estetica, e un dispositivo con un aspetto curato, ben assemblato e con materiali che non sembrino economici porta sempre soddisfazione. Beh, Mi A1 e Mi 5X riescono in questo intento.

Il display è un’unità LTPS FHD da 5,5 pollici con 450 nits di luminosità, e offre prestazioni decisamente soddisfacenti per la fascia di prezzo in cui ci troviamo. Gli angoli di visione sono discreti: perdono un filo in luminosità guardando lo smartphone di lato, ma niente di preoccupante. La luminosità appunto. Entrambi i dispositivi se la cavano egregiamente sia per quanto riguarda la gestione del sensore, sempre puntale e preciso in qualsiasi situazione particolarmente buia o luminosa, sia nelle prestazioni sotto la luce del sole. Dobbiamo segnalare che, nonostante il pannello sia identico, Xiaomi Mi 5X sotto questo punto di vista svolge un lavoro migliore del fratello grazie alle impostazioni software della MIUI che settano il display ad una luminosità massima leggermente superiore a Xiaomi Mi A1. Entrambi comunque sono da promuovere.

Sotto il display troviamo tre pulsanti hardware: Multitasking, Home e Indietro. Personalmente non sono un amante dei tasti fisici e mi trovo decisamente meglio con i pulsanti a schermo utilizzati ormai dalla stragrande maggioranza dei produttori. Oltretutto, sui dispositivi Xiaomi l’ordine dei pulsanti è stile Samsung, ovvero invertiti rispetto a quelli software di Android, ma nonostante ciò ci sono voluti pochi minuti per sentirsi a casa e godere appieno di questi smartphone.

Tutto ciò che è intorno al display è costituito di alluminio: oltre a delle cornici ben presenti, ma nella media (siamo sui livelli di Honor 9, ad esempio) il retro dello smartphone è totalmente liscio (e un filo scivoloso), ad esclusione delle interruzioni causate dalla doppia fotocamera leggermente sporgente e dal velocissimo sensore di impronte digitali. Ai lati trovano spazio come sempre il bilanciere del volume, il pulsante di accensione (destra) e il vano per le SIM e/o per la micro SD.

Il processore all’ interno di questi device è un Qualcomm Snapdragon 625. Lo conoscete, è tanto che è in giro ed è installato su miriadi di smartphone come BlackBerry Keyone, Motorola Moto Z Play, Motorola Moto G5S Plus, Xiaomi Redmi Note 4 e Xiaomi Mi Max 2 (per citarne alcuni). Non è nè l’ultimo modello disponibile per la fascia media nè il più performante, ma nell’ultimo anno si è ritagliato un così vasto spazio nel mercato smartphone grazie alle sue prestazioni decise e fluide e contemporaneamente capaci di garantire un’ottima autonomia. Certo, non chiedete a questi dispositivi di reggere il gaming più sfrenato al massimo della potenza, ma per un utilizzo quotidiano anche intenso e con un multitasking abbastanza sfrenato, potete andare tranquilli. Il tutto è accompagnato da 4GB di RAM, 64GB di memoria interna, il jack per le cuffie e un IR Blaster che fa sempre comodo, anche grazie alla app Mi Remote.

Ecco la scheda tecnica di Xiaomi Mi A1 e Xiaomi Mi 5X. Come potete vedere ci sono solo due differenze: la presenza della banda 20 sul Mi A1 e il software.

GENERALE  Xiaomi Mi A1  Xiaomi Mi 5X
Data di rilascio Settembre 2017 Luglio 2017
Dimensioni 155.40 x 75.80 x 7.30mm 155.40 x 75.80 x 7.30mm
Peso 168g 165g
Batteria 3000 mAh 3000 mAh
Removibile: No No
Colori Rose Gold, Gold, Black Rose Gold, Gold, Black
DISPLAY
Dimensione 5.5″ 5.5″
Risoluzione 1080×1920 1080×1920
HARDWARE
Processore 2GHz octa-core 2 GHz octa-core
Modello Qualcomm Snapdragon 625 Qualcomm Snapdragon 625
RAM 4GB 4GB
Memoria Interna 64GB 64GB
Espandibile Si Si
Supporto microSD microSD
FOTOCAMERA
Fotocamera posteriore 12MP Dual 12MP Dual
Flash Dual tone LED Dual tone LED
Fotocamera frontale 5MP 5MP
SOFTWARE
OS Android 7.1.2 Android 7.1.2
Personalizzazione No MIUI 9
CONNETTIVITA’
Wi-Fi Si Si
Wi-Fi standard 802.11 a/b/g/n/ac 802.11 a/b/g/n/ac
GPS Si Si
Bluetooth Si, 4.20 Si, v 4.20
NFC No No
Infrarossi Si Si
Jack Cuffie Si, 3.5mm Si, 3.5mm
RADIO FM No No
Numero SIM 2 2
SIM1
SIM Nano-SIM Nano-SIM
GSM/CDMA GSM GSM
3G Si Si
4G/LTE Si Si
SIM2
SIM Nano-SIM Nano-SIM
GSM/CDMA GSM GSM
3G Si Si
4G/LTE Si Si (No Banda 20/800mhz)

FOTOCAMERA

Xiaomi Mi 5X e Mi A1 dispongono di una doppia fotocamera posteriore, cosa che sta diventando ormai comune negli smartphone degli ultimi tempi. il primo sensore è un grandangolo da 12MP e l’altro è un teleobiettivo sempre da 12MP. Gli scatti eseguiti in buone condizioni di luce sono molto validi, con o senza HDR, e anche controluce questa coppia di sensori riesce a dire la sua, anche se non sempre come vedremo.
Questa fotocamera presenta due problemi: il bilanciamento del colore e la scarsa illuminazione. Finché si dispone di una quantità decente di luce la qualità dell’ immagine è buona, ma nel momento in cui si tenta di scattare foto in aree poco illuminate, il rumore inizia a diventare molto visibile e la qualità ne risente. Un po’ schizofrenica le gestione del bilanciamento del colore: in alcuni casi si riescono ad ottenere risultati egregi, in altri determinate aree della foto risultano decisamente sballate. L’applicazione della fotocamera è comunque dotata di una modalità HDR che risolve parte del problema. In sintesi stiamo parlando di risultati più che soddisfacenti per una fascia di prezzo intorno ai 200€, ma non aspettatevi miracoli da top di gamma.

SOFTWARE – XIAOMI MI 5X

Per testare al meglio il dispositivo, arrivato con la ROM cinese priva di alcun servizio Google, abbiamo effettuato lo sblocco del bootloader e installato la MIUI 9 tradotta e “cucinata” dagli straordinari ragazzi di MIUI.it. Dopo la procedura si fatica a rendersi conto di avere di fronte un sistema concepito per la Cina, se non fosse per alcune app proprietarie.

La MIUI 9 e questo Xiaomi Mi 5X si comportano benissimo in ogni situazione. Qualsiasi operazione viene eseguita in maniera fluida e senza tentennamenti, di lag neanche l’ombra. Qualche incertezza la abbiamo riscontrata soltanto in rarissimi casi dovuti probabilmente a qualche bug da sistemare (es. Microsoft Excel che si pianta un paio di secondi per poi ripartire), ma niente che comprometta l’esperienza dell’utente.

Come molti di voi sapranno la MIUI è una UI basata su Android che dell’Android classico ha veramente poco. L’interfaccia è priva di drawer (in stile Huawei) come sempre, scelta che può incontare o meno i gusti dell’acquirente. Tutto in questa ultima versione della MIUI risulta migliorato rispetto al passato: permane la scelta minimal e piena di colori pastello tipica dell’OS di Xiaomi, ma molti dettagli, dalla home alle impostazioni passando per il centro notifiche, sono stati abbelliti e razionalizzati. Non mancano inoltre feature interessanti, ad esempio lo Spazio Secondario. Si tratta di una novità presente a partire dalla MIUI 8, si tratta di una sorta di Multi-Utente portato all’ennesima potenza. Se con Android possiamo creare appunto utenti differenti, questi avranno comunque accesso a tutte le app installate così come ai dati. Con Spazio Secondario invece si crea un vero e proprio secondo ecosistema totalmente separato, in cui inserire account diversi, installare app diverse e avere dati separati (a meno che un utente non autorizzi l’altro ad accedervi). Niente male. Non mancano poi le app clonate, per aprire 2 istanze della stessa applicazione e Mi Remote, per sfruttare al meglio il sensore infrarossi con TV e dispositivi vari.

Il vero tallone d’achille, per umile opinione del sottoscritto, è la gestione delle notifiche. Una delle funzionalità che ormai da tempo apprezziamo di più è la facilità con cui si può effettuare un azione rapida su una notifica come rispondere, cancellare, rimandare, ecc. con il semplice movimento di un solo dito. Xiaomi in questo senso ci complica un po’ la vita, visto che ad esempio per espandere una notifica e far comparire le azioni rapide bisogna forzatamente usare due mani, usando due dita per uno swipe verso il basso o per un pinch-to-zoom (come se stesse zoomando su una foto per capirci). Questo rende meno immediata la fruizione delle notifiche stesse, e per noi si è trattato di una fastidio ripetuto più volte durante il giorno.

Nel complesso però siamo rimasti comunque soddisfatti, non si possono negare la bellezza e le prestazioni di questa UI che ormai ha raggiunto alti livelli di maturità.

SOFTWARE – XIAOMI MI A1

Passiamo ora alla novità che Xiaomi ha portato nel suo portfolio di smartphone: Android One. Come è facile immaginare abbiamo davanti un sistema messo a punto quasi interamente da Google. Xiaomi ha aggiunto sostanzialmente tre app: una per il supporto Xiaomi, l’altra per il telecomando integrato e ben più importante quella dedicata alla fotocamera. Non troverete infatti Google Camera di default, ma lo stesso identico (e valido) software presente su Mi 5X. Questo si è reso necessario anche perché Android One non supporta (ancora) la presenza di una doppia fotocamera.

Per il resto è tutto esattamente come ci si aspetta: Android Stock 7.1.2 con tutta la velocità e l’efficienza che questo comporta. Tutto infatti funziona alla perfezione e non abbiamo rilevato bug di sorta, e graficamente ci troviamo davanti ad una UI del tutto simile a quella presente sui Pixel di Google, anche se alleggerita dalle funzionalità esclusive di quei dispositivi. D’altronde è proprio questo il fascino che ha scatenato la fantasia di milioni di utenti riguardo il Mi A1: i prezzi contenuti e la qualità di Xiaomi uniti ad Android così come mamma Google lo ha pensato, e il risultato è veramente ottimo.

Vogliamo trovare un neo? Se vogliamo, possiamo segnalare che sarà Xiaomi e non Google in persona a curare gli aggiornamenti di questo device. Non che l’azienda cinese non gestisca tempestivamente gli aggiornamenti dei suoi dispositivi (Android Oreo infatti è già previsto per fine anno, e Android P arriverà poco dopo il suo lancio ufficiale), ma si tratta comunque di un passaggio in più che il software dovrà fare, passando non direttamente da Google agli utenti ma prima per le mani degli ingegneri Xiaomi. La cosa in realtà ci preoccupa relativamente in quanto solo durante la nostra prova ne abbiamo ricevuti ben due, ma ci sembrava giusto farne cenno.

RICEZIONE, AUDIO E BATTERIA

Anche per quanto riguarda la ricezione dobbiamo fare due discorsi distinti, in quanto Xiaomi Mi A1 può vantare tutte le frequenze utilizzate in Italia, essendo studiato per mercati europei, mentre Xiaomi Mi 5X non dispone della famigerata banda 20 (o 800MhZ) che viene utilizzata da alcuni operatori (soprattutto Wind) per una parte della loro copertura 4G. C’è da dire che le nostre prove con Vodafone non ci hanno causato alcun problema, se non qualche punto in cui il segnale passava in 3G continuando comunque a navigare velocemente e senza intoppi, segno di una qualità di ricezione più che buona. Non a caso Mi A1 si è comportato ancora meglio, dando il massimo in ogni occasione sotto questo punto di vista. Buona anche la ricezione WiFi.

Sorprendentemente alto l’audio scaturito dall’altoparlante, e sorprendentemente nitido aggiungeremmo. L’unica pecca è la mancanza di bassi definiti, ma il risultato è veramente piacevole anche al massimo volume. Non male anche l’audio in capsula e quello in cuffia, per quanto quest’ultimo non spicchi per nessuna qualità particolare.

Anche la batteria da 3000 mAh non può che essere giudicata positivamente su tutti e due i dispositivi. In entrambi i casi siamo riusciti ad arrivare a fine giornata con un utilizzo abbastanza intenso (10 tab di chrome aperti e controllati più volte ogni ora, 2 account Gmail, tanta chat, qualche capatina su Facebook e Twitter, app di notizie, due-tre telefonate e -stranamente- poca musica) e con 5-6 ore di schermo acceso. La mano dello Snapdragon 625 e della sua ottimizzazione dei consumi è evidente, e non ha deluso le aspettative.

IN SINTESI

Partiamo da Xiaomi Mi 5X: un ottimo smartphone low-budget con un prezzo intorno ai 200€ ma che con le continue offerte degli store cinesi si può tranquillamente portare a casa sui 170-180€. A questo prezzo è veramente difficile chiedere di meglio…buon display, prestazioni ottime, fotocamera più che buona per la fascia di prezzo e qualità costruttiva eccellente. Si offende qualcuno se lo definiamo un Redmi Note 4 più rifinito e curato? Va da sè ovvviamente che si tratta di un dispositivo per utenti consapevoli: è necessario mettere mano al bootloader ed eseguire qualche passaggio per avere una ROM perfettamente tradotta e completa di tutti i servizi Google, ma se vi accontentate ci sono modi più rapidi per installare anche solo questi ultimi.

E Xiaomi Mi A1? Noi lo abbiamo preferito. Perchè? Per il software. Ci è piaciuto trovarci di fronte ad uno Xiaomi con un sistema operativo stock, snello e già pronto per il mercato europeo senza bisogno di alcuna modifica. Non possiamo parlare a nome di tutti, è ovvio, ma alcuni piccoli dettagli della MIUI ci hanno spinto ulteriormente a preferire la versione made in Google.

Per il resto valgono tutte le considerazioni fatte sopra: hardware, prestazioni e design ci sono piaciuti molto, e nella fascia 180-200€ è difficile trovare di meglio (se non altri Xiaomi :)). Si tratta del best-buy di questi ultimi mesi del 2017? Secondo noi, si.

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